STORIA

Guerra di Corea

Dopo più di trent'anni di dominazione nipponica, la Corea, durante la seconda guerra mondiale, venne occupata dai Sovietici a nord e dai statunitensi a sud.

Il confine tra le due Coree venne stabilito lungo il 38° parallelo.

Dopo il ritiro delle forze d'occupazione (che comunque mantennero una presenza militare in Corea), lo stato rimase diviso: il nord si costituì in un governo socialista filo-sovietico, con capitale Pyongyang, il sud invece si costituì in un governo nazionalista filo-americano, con capitale Seoul.

E' ancora aperto tra gli storici il dibattito sui motivi che spinsero all'invasione del territorio sud-coreano.

Alcuni pensano che la guerra sia stata provocata dalla Corea del Sud con la complicità di Washington o Tokyo, anche se non vi è alcuna prova a sostegno di questa tesi, a parte il fatto che gli Stati Uniti stessero cercando un motivo per far approvare il NSC-68, un programma di intenso riarmo.

L'immediata reazione degli Stati Uniti e il loro intervento

, totalmente inaspettato dal governo sovietico, fu dovuta alla convinzione che la perdita della Corea avrebbe significato un grave indebolimento della presenza americana in Asia.

Dopo ripetute violazioni del confine, l'esercito nordcoreano, forte di 350.000 uomini, 2000 pezzi d'artiglieria e 500 carri armati (già in stato d'allerta da febbraio),alle 04:00 del 25 giugno 1950, approfittando della giornata piovosa, aprì un fitto e pesante fuoco d'artiglieria per preparare l'avanzata di 80.000 uomini verso Seoul.

La IV^ Divisione di fanteria nordcoreana iniziò a martellare le posizioni sudcoreane a Kaesong.

Il pomeriggio dello stesso giorno iniziarono i bombardamenti sull'aeroporto della capitale sudcoreana e sull'aeroporto statunitense di Kimpo.

Poco dopo il rifiuto da parte della Corea del nord della risoluzione dell'ONU per il cessate il fuoco, vennero evacuati i cittadini americani e l'ambasciata statunitense, all'approssimarsi degli invasori.

Il primo scontro tra gli Stati Uniti e i nordcoreani avvenne il 27 Giugno, quando gli F84-G del V stormo dell'USAF abbatterono tre aerei nemici durante l'evacuazione dei civili da Seoul.

Il giorno dopo il presidente americano Harry Truman ordinava all'aviazione, alla marina e all'esercito di contrastare l'avanzata nordcoreana.

Al comando delle truppe fu messo il generale Douglas Mac Arthur.

Venne costituito il FEAF (Far East Air Force), al comando del generale George E. Stratemeyer che con i B-29 Superfortress iniziò subito i bombardamenti sulla capitale nordcoreana.

Nelle settimane successive, le poche forze di terra americane impiegate, non furono in grado di arrestare l'avanzata degli invasori.

L'1 e 2 Luglio 3 battaglioni di fanteria USA vennero sbaragliati e il 20 Luglio a Tacion, la 24^ Divisione di fanteria, inviata al fronte in modo frettoloso e disorganizzato, perse 6000 uomini e il suo comandante gen. William Dean fu catturato.

Solo l'aviazione riusciva a ottenere alcune vittorie.

Finalmente, sotto la guida di Mac Arthur, le truppe dell'ONU riuscirono ad arrestare l'avanzata nordcoreana.

Il 25 settembre venne lanciata una controffensiva, che in breve risali fino al 38° parallelo e penetrò profondamente ne territorio della Corea settentrionale.

Avvenne uno scontro tra l'esercito alleato e quello nordcoreano il 5 agosto, ma l'avanzata nemica era talmente fulminea che Mac Arthur optò per creare una testa di ponte fortificata nell'estremo lembo sudorientale della Corea, per poi sbarcare alle spalle del nemico per chiuderlo in un tenaglia.

Anche l'aviazione americana, che si scontrava con i Mig 15 coreani e cinesi di fabbricazine sovietica, aveva migliorato le sue capacità, affiancando ed in parte sostituendo i Lockheed P-80 Shooting Star ed i Republic F-84 F Thunderstreak (inferiori agli aerei russi) con i più moderni North American F-86 Sabre.

La controffensiva si concretizzo il 15 Settembre, quando il generale Edward M. Almond, con il X Corpo Marines sbarcò nel porto di Incheon.

I nordcoreani, impegnati a premere inutilmente sulla testa di ponte fortificata creata da Mac Arthur, rischiarono di rimanere intrappolati .

La ritirata degli invasori fu caotica e disperata, finchè il 28 Settembre venne raggiunto il 38° parallelo, il confine ufficiale tra le due Coree.

Il 29 Settembre il presidente Truman autorizzo sia il dispiegamento dell'aviazione nelle basi della Corea del Sud, che l'attraversamento del confine con lo scopo di liquidare il regime comunista nordcoreano.

Il 7 ottobre iniziarono i bombardamenti sulle città della Corea settentrionale, sulle linee di rifornimento e sulle linee ferroviarie.

In poco tempo venne conquistato tutto il territorio nordcoreano.

Nel frattempo il leader della Corea settentrionale volò a Pechino per chiedere l'aiuto cinese dopo il secco rifiuto di Stalin, che si limitò ad appoggiare il governo comunista.

La Cina appoggio fortemente i nordcoreani con oltre 300.000 soldati.

L'esercito cinese attraversò il fiume Yalu il 27 Ottobre.

Già dal 19 Ottobre interi reparti cinesi erano entrati a far parte dell'esercito nordcoreano.

Con una tattica a “tridente”, i cinesi rintracciarono i sudcoreani al centro, l'VIII armata a ovest e l'X Corpo Marines a est. Per gli americani le posizioni diventarono impossibili da mantenere a causa dei migliaia di cinesi che si avventavano sulle truppe statunitensi, enormemente in difetto rispetto ai “musi gialli”.

L'avanzata cinese procedeva spedita e sotto la copertura dell'aviazione, le truppe americane iniziarono a ritirarsi.

L'8 Novembre vennero bombardati i ponti sul fiume Yalu, ma i cinesi continuarono ad attraversare il fiume ghiacciato, utilizzando ove necessario ponti provvisori in legno o di barche.

La ritirata alleata durò per tutto il mese di Novembre e Dicembre.

Tra il 10 e il 24 Dicembre, i Marines e l'Esercito vennero evacuati con mezzi navali dai porti di Hungnam e di Wonsan.

Il 5 Dicembre venne ripresa la capitale nordcoreana Pyongyang e per capodanno, i cinesi, arrivarono al 38° parallelo.

Varcato il confine i nordcoreani presero la capitale sudcoreana Seoul il 1° Gennaio 1951. Vennero arrestati il 15 Gennaio a 75 km dal confine.

I cinesi erano esausti e le perdite erano state enormi.

Inoltre le linee di rifornimento erano troppo estese e soggette al bombardamento a tappeto da parte degli aerei americani.

Il 25 Gennaio, gli alleati, scatenarono una controffensiva e il 10 Febbraio venne ripresa Seoul.

I cinesi iniziarono una ritirata caotica e disordinata e il 23 Marzo venne ripresa Munsan ed il 27 Yonchon.

Gli attacchi aerei si concentrarono nell'area alla foce dello Yalu denominata “MIG Alley”.

Il 31 Marzo venne raggiunto il 38° parallelo e il 7 Aprile venne varcato il confine.

All'inizio del 1951 il presidente Harry S. Truman, che fino ad allora aveva appoggiato Mac Arthur, temendo un allargamento del conflitto (Il generale si era detto più volte favorevole all'uso delle armi nucleari)preferì sostituirlo con il più moderato Matthew B. Ridgway e pochi mesi dopo vennero avviate le trattative per una conclusione concordata del conflitto.

Il 22 Aprile iniziò il secondo contrattacco cinese contro Taepo e Chunchon, ma venne bloccato poco più a sud, ancora in territorio nordcoreano.

Nel frattempo la supremazia aerea degli alleati si fece totale. Nel mese di Giugno vennero bombardati tutti gli aeroporti cinesi.

Il 23 vennero avviati i preliminari armistiziali e la controffensiva alleata ebbe termine l'8 Luglio.

I contendenti erano esausti e le perdite erano state enormi, ma i negoziati non facevano progressi, soprattutto per il problema dei prigionieri di guerra: i comunisti li rivolevano indietro tutti e senza condizioni, mentre gli alleati rimanevano fermi per la libertà di scelta.

Il 23 Agosto le trattative furono sospese. L'indomani, gli alleati iniziarono a martellare il settore centrale del fronte con l'artiglieria.

I Sovietici costruirono tre nuovi aeroporti, a Aamcham, Taechon e Namsi subito rasi al suolo dai bombardieri statunitensi. Il 12 Novembre i negoziati ripresero.

L'8 Ottobre 1952 i negoziati furono nuovamente sospesi e gli americani bombardarono la città di Chongjin, prossima al confine sovietico.

I cinesi ripresero le ostilità con l'esercito il 10 Giugno 1953, a questo punto gli americani iniziarono a colpire le dighe nordcoreane.

I negoziati di pace si conclusero il 27 Luglio 1953.

Nel teatro coreano prestarono servizio 1.319.000 americani di cui 33.629 non fecero più ritorno.

Gli alleati calcolarono, che fossero caduti più di un milione e mezzo di comunisti tra cinesi e nordcoreani.